Sicilfrutti

In 1998 Pistacchio di Bronte was not yet all this matter of chatter, or after all really a popular product. Vincenzo Longhitano though, owner and manager at Sicilfrutti, already believed: the company was born. It becomes today a leader in the top-end confectionery, focusing on the processing of stictly the best certified ingredients. Only real Pistacchio di Bronte, pizzute almonds from Avola, Sicilian blood oranges; carefully controlled and processed for a genuinely elevated quality target.

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Quest’anno, il Natale Gourmet è… Il panettone tradizionale, anticonvenzionale!

‘Pandolia’ Evvivo è un panettone gastronomico d’altissima qualità prodotto con olio extravergine d’oliva. Ci piace perché scalda il cuore senza appesantire il corpo, perché è amico della terra e degli olivicoltori di qualità – e perché è prodotto da Evvivo, una startup giovane con un’idea vincente. Soprattutto, poi, è buono – anzi, buonissimo. Ne andiamo matti… E anche voi, siamo pronti a scommetterci.

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Uova in cocotte ricotta e spinaci

 

Una ricetta facile e d’effetto per le cene d’Estate in terrazza!

L’oeuf cocotte è una preparazione d’origine francese che si basa sulla leggera cottura dell’uovo a bagnomaria, in forno, dentro ciotoline di coccio (le cocotte, appunto).

La seguente è una versione particolarmente leggera, in quanto priva di grassi tipicamente aggiunti alla cocotte (panna, burro) che impiega invece in cottura soltanto modeste quantità d’olio extravergine d’oliva.

Volete sapere come prepararla? Ecco qui!

 

Ingredienti per 4 persone:

1kg di spinaci freschi dal mercato

350gr. di ricotta di pecora

uova biologiche

fette di pane integrale,  tipo campagnolo o francese

olio extravergine d’oliva mediopiccante, medio amaro, robusto (siciliano o toscano)

sale e pepe q. b.

noce moscata q. b.

 

Utensili:

cocottine di coccio o ramequins

padella d’alluminio

ciotola per amalgamare

carta forno

1 pirofila in vetro o teglia a bordo alto

 

Come si fa:

  • Disporre le fette di pane su una placca da forno rivestita di carta cerata, bagnarle con un filo d’olio, salare, pepare e tostare in forno sotto il grill a massima temperatura per qualche minuto; rigirandole una volta.

 

  • Pulire e sciacquare accuratamente gli spinaci, tritare grossolanamente le foglie. Nel frattempo nella padella d’alluminio rosolare uno spicchio d’aglio in abbondante olio extravergine, quando dorato unire gli spinaci. Fare saltare a fiamma alta per qualche minuto, salare e pepare, poi abbassare la fiamma e coprire fino a fine cottura (aggiungendo, se necessario, pochissima acqua per non farle attaccare).

 

  •  Tagliare gli spinaci cotti in piccoli pezzi, amalgamare con la ricotta di pecora, aggiustare di sale e pepe, aggiungere noce moscata a piacere.

 

  • Disporre nelle cocottine leggermente oliate una fetta di pane tostato, il composto di ricotta e spinaci quasi fino all’orlo, infine rompere un uovo sopra avendo cura di mantenere il tuorlo intatto, salare e pepare leggermente.

 

  • Disporre le cocottine all’interno della pirofila, riempite quest’ultima fino quasi all’orlo con acqua bollente e infornate in forno preriscaldato a 180º per circa 20’, o fino a cottura dell’uovo.

 

E servite al chiaro di luna, con la brezza d’Agosto che muove le candele, le risate degli amici e il profumo dei gelsomini come vostro sottofondo.

 

 

COSA BERE:

Un bianco robusto e minerale, con sentori carichi di frutta secca e ossidazioni accese che sappiano rendere un piatto tanto classico un gesto d’avanguardia: lo Zibibbo Secco di Pantelleria ‘Serragghia’, di Gabrio Bini

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Birrificio Montegioco

Chiedete a Riccardo Franzosi, titolare e birraio a Montegioco, cosa siano le sue birre: vi risponderà “La Nicchia”… Con uno sguardo profondo e birbante, come uno sfottò radicato nella più profonda convinzione. La Nicchia è il mercato: della produzione piccola. Montegioco vuole fare le cose per bene, di crescere troppo non se ne infischia, mica…! La Nicchia è la Casa. I colli morbidi delle Valli Tortonesi, generosi, di porco a salami e Timorasso e barbere e burberi autunni. La Nicchia è una mentalità – è un gusto eccellente per il prodotto perfetto, è lo stile, è la mano del birraio che s’imprime – riconoscibile come un’orma – su ognuna delle pur diversissime bottiglie; è la volontà d’essere eccellenti. Non è élite, però, la Nicchia: è un luogo ospitale, tiepido, accogliente; è una spuma divertente e raffinatezza sensoriale, che non nega l’accesso a chi vi si voglia accostare. Così sono le birre di Montegioco, così è la terra ove nascono, così è lo spirito piacente di chi le produce.

logo Montegioco

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La fotoricetta ultraveloce (che sa di Primavera)

Ingredienti: guanciale . cipolla . pasta corta . vino bianco frizzante . piselli freschi . pecorino . limone . semi di finocchio . basilico . olio buono Read more »

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Azienda Agricola Si.Gi.

Corpo dinamico e accattivante per quest’azienda: immagine viva e protesa al futuro, packaging innovativi, comunicazione estensiva e approfondita. L’anima è antica: i prodotti di Si. Gi. riscoprono le conserve più tradizionali delle campagne marchigiane; spesso ricostruendo ricette smarrite d’utilizzo arcaico. Così è per brodo di giuggiole, sapa, visciole al sole; le confetture di spirito contadino che tramite la paziente lavorazione dei frutti autoctoni sanno raccontare un passato lontano con voce pulita e freschissima.

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Di Ciaccio – Pasticcieri Artigiani

Avete presente il profumo dei dolci caldi di forno? Sapete cosa significano la passione, la tradizione, il mestiere di una famiglia? Sapete che la pasticceria, l’infanzia e l’amore sono uniti da un tratto unico, morbido e sfuggente? Per la presentazione di quest’azienda, lasciarvi capire meglio di cosa parliamo, preferiamo affidarvi alle parole del titolare:

“Sono nato, cresciuto, vivo e lavoro in quel di Gaeta, terra di pescatori e contadini, situata sul confine meridionale del Lazio alle porte della Campania.

Ho imparato l’arte della pasticceria prima da mio nonno quand’ero bambino, poi, da mio padre che mi ha trasferito tutto il “mestiere” e dal quale ho ricevuto i ricettari: il suo e quello del nonno. Le Specialità che quotidianamente ho l’orgoglio di replicare con assoluta fedeltà sono quindi preparazioni di nonno Giovanni e di papà Cosmo.

Torte, biscotti o pasticcini, ciò che offro è sempre connotato da una ricerca costante tesa a mantenere la genuinità dei sapori e degli ingredienti: ogni qual volta sforno un impasto chiudo gli occhi, inspiro profondamente, e torno piccino.

Quanto produco si rifà quindi a ricette tipiche dell’ibrida tradizione di una terra che ha i piedi nel mare e la testa nell’altura dell’agro-pontino; se la mano destra accarezza il Vesuvio, quella sinistra quasi può sfiorare i colli romani: Tutto questo mi permette di fondere sapori diversi, ricchi di sfumature e di grande capacità evocativa: arabeggianti miscele di spezie, acqua di fiori d’arancio, gli estratti e le essenze naturali d’attenta selezione, le uova, il burro ricco e gustoso dei nostri pascoli sono alcuni degli ingredienti che rendono l’intera mia produzione accattivante ed il suo assaggio memorabile.”

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Alicos

Abbiamo un pensiero fisso, a Gourmet Italy: con ogni prodotto, desideriamo portarvi profumi di atmosfere precise; una seduzione che vi porti via quando aprite una scatola, una bottiglia, un barattolo. Darvi impressioni vive, colori di altri posti, memorie genuine che si fanno realtà presenti – vivide pennellate di vita gastronomica italiana.
La Alicos è un’azienda di Salemi (TP) che in questo ci aiuta davvero: nelle bottiglie di Passata di Pachino riporta odori di una Sicilia segreta, profondità di rossi pomi dolci, una freschezza di basilico che solo in certe case (focolari familiari ove anziane signore custodiscono i i segreti dell’ingrediente, i trucchi antichi delle preparazioni) è possibile sentire ancora intatti.

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Pastificio Gentile

Cosa rese Gragnano la Capitale mondiale del “maccherone”, quando nel XVII secolo la fiorente industria del baco da seta cessò d’improvviso d’sistere? Certo la sua posizione, al centro della “valle dei mulini” (30 strutture ad acqua, non più operative); la sua aria di scirocco perfetta per l’essiccazione, il facile reperimento di semole d’alta qualità: più di trecento anni dopo, sembra che per il Pastificio Gentile il tempo non sia passato.
Lontana dalla massificazione selvaggia, dalla ricerca di un’espansione tecnologica spesso indiscriminata che condiziona in particolare proprio il settore delle paste alimentari, questa piccola realtà pastaia dà vita alla propria gamma partendo da grani autoctoni “Saragolla” acquistati presso due sole, selezionatissime aziende agricole; moliti in un’unica struttura, lavorati in alcuni casi a mano (fusilli bucati) ed essiccati in camere statiche metodo “Cirillo”… con lentezza e basse temperature. Il risultato è una pasta sapida, compatta, da mordere; la cui ruvidità riesce a sedurre sughi e palati – a raccontare, con successo, la Storia e le ricchezze culturali di un’area produttiva eletta.

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Casa Barone

Casa Barone è la più grande azienda agricola biologica del Parco Nazionale del Vesuvio: 11 ettari di terra vulcanica e frutti che crescono ricchi, nutriti da quel suolo vigoroso. Impegnata nella protezione del patrimonio paesaggistico, gastronomico e di biodiversità; Casa Barone s’interessa del recupero di antiche cultivar da salvare da certa estinzione, di preparazioni tradizionali e strettamente locali (pomodorini del Piennolo – legati a spago in grappoli e poi semi-essiccati; confettura di delicatissime albicocche Vesuviane, di ciliegie dal Monte Somma), nonché in ottica estesa della tutela in generale del Paesaggio dominato dal vecchio Vulcano, quiescente.

Dal sito ufficiale dell’Azienda: “Far comprendere ai propri operai e collaboratori che una quercia o una ginestra, un bell’olmo o un pioppo argentato, non rappresentassero un fastidioso impedimento ad una più agevole coltivazione del fondo, ma un valore paesaggistico che, prima o poi, si sarebbe tradotto anche in un valore economico, è stata parte, non piccola, del lavoro di questi anni. Fare agricoltura sul Vesuvio, rispettando e proteggendo la flora spontanea e la ricchezza varietale delle specie coltivate, significa anche rispettare e valorizzare il paesaggio agrario tipico di questa zona, significa quindi praticare una “agricoltura del paesaggio”. “

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